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Nevralgia Post-Erpetica: Epidemiologia e fattori di rischio

Nevralgia Post-Erpetica: Epidemiologia e fattori di rischio

La nevralgia post-erpetica è una neuropatia ed è la complicazione cronica più comune dell’Herpes Zoster, noto come fuoco di Sant’Antonio. L’Herpes Zoster è causato dalla riattivazione del virus della varicella (virus Varicella–Zoster) in uno dei nervi sensitivi spinali o cranici del sistema nervoso periferico.

Si manifesta con una caratteristica eruzione cutanea, la cute si presenta eritematosa e ricoperta da vescicole simili a quelle della varicella, associata a dolore bruciante e intenso. Queste alterazioni interessano la zona della cute innervata da un singolo nervo sensitivo (chiamata dermatomero) e generalmente scompaiono dopo poche settimane. Se però il dolore persiste per più di 90 giorni dopo la comparsa dell’eruzione cutanea acuta dell’Herpes Zoster viene definito nevralgia post-erpetica.

La durata media della nevralgia post-erpetica è 5-6 mesi, ma in qualche caso può estendersi per anni, o addirittura tutta la vita. Questa condizione colpisce soprattutto le persone oltre i 60 anni, e può essere molto debilitante. Sebbene non esista una cura specifica, alcuni tipi di trattamenti possono ridurre i sintomi.

EPIDEMIOLOGIA E FATTORI DI RISCHIO

Il rischio di sviluppare una nevralgia post-erpetica incrementa con l’età, interessando soprattutto le persone con più di 50 anni. Al di sotto di questa soglia l’incidenza della nevralgia post-erpetica è inferiore al 20%, mentre aumenta progressivamente dopo i 60 anni accompagnandosi ad una riduzione delle probabilità di risoluzione spontanea. Si stima, per esempio, che la nevralgia post-erpetica interessi rispettivamente il 27, 47 e 77% degli adulti non trattati di età superiore ai 55, 60 e 70 anni. Da notare, a tal proposito, i dati epidemiologici discordanti presenti in letteratura, pesantemente influenzati dai criteri utilizzati nel definire ed identificare la nevralgia post-erpetica.

SINTOMI

I sintomi della nevralgia post-erpetica sono in genere circoscritti alla zona della cute colpita in precedenza dall’Herpes Zoster, una fascia di cute situata più comunemente su un lato del torace o dell’addome, e, più raramente, su un arto o sul viso.

Il dolore può essere classificato come:

  • dolore spontaneo e persistente, sensazione continua di bruciore intenso
  • dolore parossistico, violento, di breve durata, tipo scossa elettrica
  • dolore evocato, causato dall’amplificazione patologica delle risposte a stimoli innocui, quali una leggera pressione o lo sfregamento della cute, o a stimoli dolorosi

Si possono manifestare inoltre alterazioni della sensibilità (per esempio, formicolii, prurito, intorpidimento).

A seconda della durata e dell’intensità del dolore, le persone con nevralgia post-erpetica possono sviluppare altri sintomi che sono comuni alle condizioni di dolore cronico e che comprendono: depressione, stanchezza, insonnia, mancanza di appetito, e difficoltà di concentrazione.

DIAGNOSI

L’accertamento (diagnosi) della nevralgia post-erpetica non presenta problemi particolari e segue i principi generali della valutazione delle neuropatie periferiche; si basa sulla localizzazione caratteristica (lungo il percorso di un nervo del dorso o dell’addome) del dolore e delle alterazioni sensoriali associate. Anche se non sempre è possibile accertare un evento precedente di Herpes Zoster, la nevralgia nella maggior parte dei casi insorge in concomitanza con questa condizione.

CAUSE

La nevralgia post-erpetica è causata dalla riattivazione del virus Varicella-Zoster. Nei soggetti che contraggono la varicella, il virus non viene eliminato del tutto dopo la guarigione ma rimane dormiente nei gangli dei nervi sensitivi per anni o anche per tutta la vita, tenuto sotto controllo dal nostro sistema di difesa contro le infezioni, il sistema immunitario. In alcune persone, circa una su dieci, il virus Varicella-Zoster può riattivarsi a molti anni di distanza causando l’Herpes Zoster. Il virus si moltiplica nelle cellule del nervo sensitivo danneggiandole, e quindi causando, oltre a una caratteristica eruzione cutanea, bruciore, prurito, insensibilità, e, più spesso, un dolore intenso e localizzato; sia le manifestazioni cutanee che il dolore scompaiono spontaneamente dopo qualche settimana. Tuttavia, nelle persone che sviluppano la nevralgia post-erpetica il dolore può persistere per mesi o anni, o addirittura per tutta la vita, e può essere così forte da provocare insonnia, depressione e, più in generale, difficoltà a svolgere le attività quotidiane.

Si ritiene che la riattivazione del virus Varicella-Zoster sia dovuta a un calo delle difese immunitarie, in concomitanza con terapie farmacologiche di immunosoppressione, o a malattie che colpiscono il sistema immunitario come l’HIV, o forti stress. Come per l’Herpes Zoster, il rischio di sviluppare la nevralgia post-erpetica aumenta con l’età, in quanto negli anziani le difese immunitarie sono più deboli.

TERAPIA

Non esistendo una cura specifica per la nevralgia post-erpetica, il trattamento si basa sul controllo dei sintomi. Poiché il dolore può persistere per anni, è spesso necessaria una terapia prolungata. L’applicazione locale di anestetici (cerotti di lidocaina, oppure cerotti o crema di capsaicina) è indicata per il trattamento del dolore lieve; tuttavia, la terapia locale può essere insufficiente.

Il trattamento tempestivo dell’Herpes Zoster (nelle prime 72 ore dalla comparsa dell’eruzione cutanea) con farmaci antivirali, che bloccano la replicazione virale, può attenuare il decorso della malattia ma non è stato chiarito se riduca anche il rischio di sviluppare la nevralgia post-erpetica. I farmaci antivirali devono essere prescritti dal medico.

Ridurre i sintomi della neuropatia. I sintomi principali delle neuropatie sono dolore e debolezza muscolare. Il dolore può essere alleviato con farmaci analgesici. Fisioterapia e ausilii fisioterapici possono essere d’aiuto nel mantenere la forza muscolare e migliorare la “performance” motoria. 

La terapia prevede anche l’impiego di sostanze neuroprotettrici, come: 

  • l’acido alfa-lipoico, che svolgono un’azione antiossidante, così da migliorare la velocità di conduzione nervosa e il flusso ematico endoneurale, riducendo quindi il dolore e le ipodisestesie (indebolimento della sensibilità).
  • la palmitoiletanolamide che rappresenta una rivoluzione nel trattamento del dolore ma più in generale del trattamento del neuropatia o meglio ancora della neurotrofia. Si tratta di un efficace analgesico naturale, senza effetti collaterali. La sua azione è stata documentata in molte centinaia di articoli scientifici.
  • le vitamine del gruppo B, in particolare B6 e B12.
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