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L’effetto delle basse temperature sui disturbi venosi

L’effetto delle basse temperature sui disturbi venosi

Con il caldo, sì sa, chi soffre di disturbi venosi alle gambe (insufficienza venosa) presenta numerosi sintomi; ma cosa accade in inverno, quando le temperature si fanno più basse?

 

Qual è l’effetto del freddo sulle vene?

Bisogna, in primis, distinguere tra vene e arterie. Se parliamo di vene, ovvero quei vasi che riportano indietro il sangue, dalla periferia verso il cuore, tutto sommato il freddo non fa così male.

Quando fa freddo, infatti, normalmente i nostri vasi tendono a restringersi, per far sì che si trattenga all’interno del corpo la temperatura. Pensiamo alla nostra pelle, piena di piccoli vasi anche invisibili: se ci si espone al freddo, si diventa pallidi per la vasocostrizione. Se, invece, ci esponiamo al caldo, diventiamo paonazzi, proprio perché tendiamo a disperdere il calore in eccesso con la vasodilatazione. In fondo, la nostra pelle è un sofisticatissimo “radiatore”.

Normalmente, dunque, chi soffre di problemi venosi agli arti inferiori d’inverno sta meglio. Il freddo fa sì che i vasi siano più tonici e riducano il loro diametro, abbassando l’ipertensione venosa.

Spostando l’attenzione sulle arterie, che sono i vasi che portano il sangue in periferia, se una persona ha una arteriopatia di un certo rilievo, il freddo può essere controproducente, riducendo l’apporto di sangue in periferia.

 

Circolazione del sangue: perché il caldo influisce sul microcircolo.

Per quanto riguarda la circolazione sanguigna, senza dubbio di vasi più piccoli sono quelli maggiormente interessati dagli sbalzi di temperatura.

Quando fa molto caldo, infatti, i vasi sanguigni più piccoli tendono a dilatarsi: questo fa sì che la loro spinta diventi meno intensa e provochi una riduzione della circolazione. Ciò avviene sia perché i vasi sanguigni più piccoli hanno una struttura muscolare meno robusta, sia perché sono più lontani dal muscolo cardiaco e devono spingere il sangue per un tragitto più lungo e, nel caso degli arti inferiori, contro la forza di gravità.

Le varici sono delle valvole che hanno la funzione di aiutare la spinta del sangue: con il caldo anch’esse tendono a perdere di efficacia, non riuscendo a mantenere la corretta pressione e provocando ristagni. Di solito questo disturbo peggiora in persone che trascorrono molte ore del giorno in piedi.

 

Microcircolo venoso: l’effetto del freddo.

A differenza di ciò che avviene con il caldo, con il freddo si verifica una vasocostrizione. Ciò implica che i vasi sanguigni si restringono favorendo il ricircolo venoso.

Si tratta di un effetto positivo soprattutto per chi soffre di vene varicose, in quando il raffreddamento porta ad evitare i ristagni di sangue. Non è un caso che molte pomate in gel per questo disturbo, oltre ad avere un effetto vasoattivo, siano particolarmente rinfrescanti.

 

Autunno ed Emorroidi.

Al contrario, in autunno il nostro intestino subisce sollecitazioni particolari. Molte sono le cause, che vanno dalla variazione della temperatura, allo stress dovuto alla fine delle vacanze e al ritorno alle attività lavorative e scolastiche, al cambiamento di alimentazione rispetto all’estate.

Una variazione che può influire maggiormente su chi già soffre di patologie specifiche legate al funzionamento intestinale, tra le quali sono da annoverare le emorroidi. Un cattivo funzionamento intestinale può riacutizzare un’infiammazione emorroidale latente o generarne una nuova aumentando la portata dei sintomi legati ad essa.

 

Come evitare il formarsi o il riacutizzarsi di emorroidi?

Le emorroidi sono cuscinetti vascolari posti nel tratto finale del retto che contribuiscono a mantenere la continenza. Quando si infiammano, si ingrossano e fuoriescono causando prurito, dolori, bruciori e, in molti casi, sanguinamento.

Chi ne soffre, deve osservare alcuni comportamenti: La prima regola è la regolarità nella dieta e nel movimento. Entrambe queste azioni possono assicurare lo svolgimento di un’attività intestinale regolare e quindi la diminuzione delle probabilità di infiammazione dei vasi sanguigni posti nella zona anale.

Anche l’alimentazione è molto importante: bisogna evitare o comunque limitare i cibi che possono irritare l’intestino come cioccolato, dolci in genere, alcolici, insaccati, cibi piccanti e spezie. La dieta migliore è quella che prevede frutta e verdura, carni bianche, pesce, legumi e cereali integrali. Poi non bisogna dimenticarsi di bere molta acqua: un litro e mezzo o due al giorno aiutano a mantenere la regolarità intestinale e a tenere sotto controllo l’infiammazione emorroidale.

 

Come trattare i sintomi dell’insufficienza venosa o il riacutizzarsi di emorroidi?

I trattamenti indicati per l’insufficienza venosa e la malattia emorroidaria sono classificati in due categorie:

  1. invasivi (ad es. scleroterapia e chirurgia)
  2. conservativi (ad es. bendaggi elastocompressivi, farmaci e trattamenti locali).

Per la loro facilità di somministrazione, i farmaci e/o integratori alimentari per via orale (flebotropi o vasoattivi) sono quelli maggiormente consigliati ai pazienti. Di seguito i principali. Tra questi la diosmina è uno dei più utilizzati.

Categoria

Principio attivo

Origine

Flavonoidi

Diosmina (flavone)
Rutina e rutosidi (oxerutina, troxerutina)
Quercetina glucuronide
Proantocianidine (OPC)
Antocianosidi
Hamamelis virginiana

Citrus spp.
Sophora japonica, Eucalyptus spp.
Vitis vinifera, cappero, ippocastano, calendula
Pinus pinaster, cuticola vinaccioli
Vitis vinifera, Vaccinium myrtillus
Amamelide

α-benzopironi

Cumarina, esculetina

Melilotus officinalis, Asperula odorata

Saponine

Estratto di ippocastano, escina
Rusco (ruscogenina, neoruscogenina)

Ruscus aculeatus

 

I vasoattivi agiscono sia sul micro che sul macrocircolo esercitando diverse azioni tra cui:

  • un’azione antiossidante, antiradicalica;
  • un aumento del tono venoso;
  • una riduzione della fragilità vasale;
  • un incremento dell’ossigenazione locale;
  • un blocco della sintesi dei mediatori dell’infiammazione.

Il giusto trattamento, consigliato dal medico, abbinato a un corretto stile di vita ti aiuterà a “rimetterti in circolazione”, contrastando la sintomatologia e prevenendone la ricomparsa.

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