1336
post-template-default,single,single-post,postid-1336,single-format-standard,theme-stockholm,stockholm-core-2.2.6,woocommerce-no-js,select-child-theme-ver-1.0.0,select-theme-ver-8.5,ajax_fade,page_not_loaded,popup-menu-slide-from-left,,qode_menu_,qode-single-product-thumbs-below,wpb-js-composer js-comp-ver-6.6.0,vc_responsive
Title Image

Cur’arti: il patto che collega musei e ospedali a Napoli

cur'arti

Cur’arti: il patto che collega musei e ospedali a Napoli

È partita da Napoli la prima rete in Italia di collaborazione di networking fra Aziende Ospedaliere, ASL, e istituti e luoghi di cultura finalizzata all’applicazione dell’Arteterapia e alla promozione di progetti d’inclusione sociale e culturale e di accessibilità all’arte. Si chiama Cur’Arti, e significa “curarsi con l’arte” ed è stato ideato e realizzato dalla dott.ssa Francesca Barrella, medico chirurgo specializzato in Medicina interna, responsabile dell’Angiologia del Centro Cardioangiologico Medicor di Pozzuoli. Il progetto ha ottenuto importanti adesioni, tra cui PIESSEFARMA. 

Un’eccellenza tutta napoletana che si estende dal circuito italiano a quello europeo nell’imminente coinvolgimento del circuito universitario della Danimarca nella mediazione della napoletana dott.ssa Daniela Marra, curatrice e critica di Arte Contemporanea. È stata inoltre inaugurata al pubblico la collezione Cur’Arti, unica nel suo genere, costituita da una raccolta di opere donate da straordinari artisti a favore della creazione del primo “Museo-Ambulatorio” in Italia che è stato avviato presso gli ambulatori dell’ASL NA 2 e dell’Azienda Ospedaliera “Ospedali dei Colli” presso l’Ospedale “Ascalesi”. 

La dott.ssa Barrella ha espresso l’importanza dell’Arte e il ruolo del Museo Ambulatorio:

“Il museo dunque diventa come già affermato, uno spazio di dialogo a più voci, di ri-acquisizione, ri-creazione, re-interpretazione dell’identità individuale e collettiva in questo momento doloroso e traumatico. L’inserimento all’interno di contesti di bellezza, favorisce la ripresa del benessere, della condivisione sociale. Il Museo, si offre come luogo di accoglienza. Il Museo è la nostra nuova casa, il rientro nella comunità persa nella quarantena. Attraverso la fruizione delle collezioni artistiche, e l’attiva partecipazione al progetto culturale, si intraprende un’esperienza attiva e terapeutica di riconciliazione con le proprie radici archetipiche, innestate nella memoria storica della propria terra di appartenenza, della propria comunità. Come citato nella Convenzione per la salvaguardia della conservazione integrata, la perdita della memoria storica conduce ad amputazione della coscienza del futuro”.

Arte e cultura sono quindi strumenti per l’accoglienza. Il museo deve essere inteso come luogo d’inclusione sociale, un luogo di “democratizzazione” della cultura, che deve rendersi accessibile e fruibile a tutti, in uno stato di equità e di pari opportunità. Arte è sinonimo di accoglienza e solidarietà. 

Sofocle scriveva “l’opera umana più bella è di essere utile al prossimo”.

Articoli correlati

https://www.artribune.com/professioni-e-professionisti/didattica/2020/01/curare-disturbi-psicofisici-arte-progetto-rete-museale-della-campania/

https://www.ilmattino.it/napoli/cultura/patto_tra_ospedali_e_musei_napoli-4945077.html#:~:text=%C2%ABIl%20ProgettoCur’Arti%20%2D%20spiega,fine%20di%20avviarne%20le%20sofferenze.

https://www.polacywewloszech.com/2020/01/13/neapol-projekt-curarti-czyli-sztuka-terapia-dla-pacjentow-szpitalnych/

https://eccellenzemeridionali.it/2019/12/30/curarti-nasce-al-sud-liniziativa-che-collega-gli-ospedali-con-i-musei/

wp