1333
post-template-default,single,single-post,postid-1333,single-format-standard,theme-stockholm,stockholm-core-2.2.6,woocommerce-no-js,select-child-theme-ver-1.0.0,select-theme-ver-8.5,ajax_fade,page_not_loaded,popup-menu-slide-from-left,smooth_scroll,no_animation_on_touch,,qode_menu_,qode-single-product-thumbs-below,wpb-js-composer js-comp-ver-6.6.0,vc_responsive
Title Image

Diarrea del viaggiatore: Cause, sintomi e terapie

Diarrea del viaggiatore: Cause, sintomi e terapie

Si definisce “diarrea del viaggiatore” una particolare infezione a carico delle vie digerenti (o enterite), tipica degli abitanti di Paesi Industrializzati che viaggiano in Terre in via di sviluppo, in cui il livello di igiene è molto scarso. La diarrea del viaggiatore si caratterizza per l’alterazione dei movimenti intestinali, in cui l’emissione di materiale fecale diviene assai frequente, spesso accompagnata da crampi addominali, che tendono ad autorisolversi in pochi giorni.

CAUSE

Il più delle volte, la diarrea del viaggiatore è il risultato di infezioni sostenute da batteri (Escherichia Coli, Salmonella, Stafilococchi, Campylobacter), virus o protozoi: tali patogeni, dopo aver infettato alimenti o acqua, possono arrecare danno al soggetto che assume questi cibi, causando una sensibile o marcata alterazione della motilità intestinale, che si traduce nella diarrea del viaggiatore.

SINTOMI

La diarrea del viaggiatore esordisce nella stessa modalità della comune diarrea acuta: dopo un periodo di incubazione variabile da uno a due giorni, il battere scatena un’alterazione della peristalsi intestinale, che si associa generalmente a debolezza, febbricola, forti dolori addominali, scariche acquose (4-8 al giorno), vomito.

TERAPIA

Essendo così brutale e violenta, la diarrea del viaggiatore può provocare disidratazione, una condizione in cui si osserva una perdita di liquidi, sali ed elettroliti dal corpo. Al fine di evitare questa complicanza, si raccomanda di assumere molti liquidi, specie zuccherati e ricchi di potassio, sodio e glucosio, già dai primissimi sintomi; in altri casi, è possibile reidratare il paziente tramite la somministrazione in vena di liquidi.

La somministrazione di elettroliti utili per contrastare la disidratazione viene chiamata “TERAPIA REIDRATANTE”: l’assunzione di liquidi ed elettroliti può contenere sostanze alcalinizzanti, utili per contrastare l’eventuale acidosi che accompagna la diarrea del viaggiatore. Inoltre, la terapia reidratante è indicata per aumentare l’assorbimento di acqua ed elettroliti, oltre ad evitare la diarrea osmotica ed accelerare la guarigione del paziente.

Contro la diarrea del viaggiatore la somministrazione di fermenti lattici e PROBIOTICI sembra essere una soluzione molto efficace per ristabilire la flora batterica intestinale alterata dalla diarrea del viaggiatore:

Saccharomyces boulardii lyo: questo antidiarroico/probiotico è indicato per la cura della diarrea acuta e per la diarrea del viaggiatore: Il S. boulardii, essendo un lievito, non è inattivato dagli antibiotici. Risulta efficace anche nel prevenire la diarrea del viaggiatore (Kollaritsch et al., 1993; McFarland, 2007). Alcuni studi hanno dimostrato che il S. boulardii è in grado di prevenire anche le infezioni intestinali causate da Escherichia coli e Candida albicans (Berg et al., 1993; Buts et al., 2006; Czerucka et al., 2000; Jawhara e Poulain, 2007). Una caratteristica importante del S. boulardii è quella di essere stabile in condizioni di pH acido, permettendo a numerose cellule di lievito di sopravvivere nello stomaco e di raggiungere l’intestino in breve tempo (Edwards-Ingram et al., 2007).

S. Boulardii ha la capacità di legarsi nel lume intestinale agli organismi patogeni, in particolare E.coli, formando aggregati che sono facilmente espulsi dall’intestino. Inoltre è in grado di inattivare le tossine A e B prodotte dal clostridium difficile responsabile del 10-25% dei casi di diarrea associata a terapia antibiotica.

S. Boulardii ha mostrato inoltre attività antinfiamatoria a livello intestinale

Come gli altri probiotici, questo lievito agisce tramite la secrezione di proteasi o proteine inibitorie, la stimolazione di immunoglobuline A, l’eliminazione di tossine e l’aderenza agli strati epiteliali, creando una competizione con i microrganismi patogeni per i siti di colonizzazione (Czerucka et al., 2002; Fooks e Gibson, 2002; Ozkan et al., 2007).

wp