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Accumuli adiposi: dalla cellulite al lipedema

Accumuli adiposi: dalla cellulite al lipedema

Pancia, fianchi, cosce, glutei. Sono le zone che più spesso ci fanno guardare allo specchio con un po’

di perplessità. E quasi sempre la reazione è la stessa: “devo mettermi a dieta”. Peccato che, in molti

casi, dieta e palestra da sole non bastino, perché non tutti gli accumuli adiposi sono uguali, e non

tutti rispondono allo stesso modo.

Capire che cosa si ha davanti è il primo passo. Perché la cellulite risponde bene a uno stile di vita più

attento, il lipedema no, e confondere le due condizioni porta a inseguire per anni la strategia

sbagliata.

Il tessuto adiposo non è un semplice “cuscinetto” inerte. È un tessuto attivo, che produce ormoni,

dialoga con il sistema immunitario e con i vasi sanguigni. Quando parliamo di accumuli adiposi

localizzati intendiamo una distribuzione non uniforme del grasso sottocutaneo: zone in cui il tessuto

si raccoglie di più, e che tendono a restare tali anche quando il peso complessivo scende.

La cellulite: un inestetismo, non una malattia. La cellulite o pannicolopatia edemato-fibro-

sclerotica, è una alterazione morfologica del derma e del tessuto sottocutaneo. Il meccanismo è

noto: le cellule adipose si ingrossano, la microcircolazione rallenta, il tessuto fibroso si irrigidisce e

la pelle prende il classico aspetto a “buccia d’arancia”. Colpisce cosce, fianchi e glutei in modo

irregolare, non è dolorosa, è estremamente comune e risponde (con risultati variabili) a massaggi,

attività fisica e alimentazione. È un problema di qualità del tessuto, non di quantità di grasso.

Il lipedema: la malattia dei due corpi. Il lipedema è una malattia cronica e progressiva a

componente genetica che altera quantità e distribuzione del grasso, con predilezione per gli arti. Le

linee guida lo descrivono come una distribuzione sproporzionata e simmetrica che interessa solo gli

arti, risparmiando tronco, mani e piedi, da cui il nome di “malattia dei due corpi”.

I segni distintivi: gambe sproporzionate con confine netto alla caviglia, dolore alla pressione e

spontaneo, presenza di noduli sottocutanei, pesantezza, facilità ai lividi, peggioramento in pubertà,

gravidanza e menopausa.

La diagnosi è clinica: non esiste oggi un biomarcatore o un esame di laboratorio che la confermi: si

basa sulla storia del paziente, sull’esame obiettivo e sulla valutazione della proporzione tra massa

grassa degli arti e del tronco.

Le differenze che contano. Il lipedema non è linfedema. Il gonfiore non è liquido ristagnato ma

tessuto adiposo: per questo il segno del dito non resta e le gambe, invece di sgonfiarsi con il

movimento, si sentono più pesanti proprio dopo aver camminato o fatto attività fisica. Nel

linfedema, infatti, il gonfiore è improntabile, diminuisce di sera, coinvolge anche mani e piedi, e

nasce da un difetto del sistema linfatico.

Il lipedema non è obesità: le linee guida sono esplicite nel dire che il lipedema non è causato da una

dieta sbagliata o dal sovrappeso, e non è lui a provocare l’obesità. Nell’obesità il grasso è

generalizzato e risponde a dieta e attività fisica; nel lipedema è sproporzionato sugli arti, è doloroso

e risponde poco a dieta ed esercizio fisico. Tuttavia, le due condizioni possono convivere: quando

l’obesità si aggiunge al lipedema, i sintomi peggiorano.

 

Una notizia importante dall’Italia. Il problema, per anni, è stato uno solo: il lipedema non aveva un

codice che lo identificasse. Senza codice, non esisteva nei sistemi sanitari. Ma per fortuna le cose

stanno per cambiare: dal 1° gennaio 2027 entra in vigore in Italia una nuova classificazione delle

malattie, e il lipedema avrà finalmente il suo posto, con un codice tutto suo.

Nel frattempo, l’Organizzazione Mondiale della Sanità lo aveva già riconosciuto: nell’ICD-11, la

classificazione internazionale delle malattie, il lipedema ha il codice EF02.2.

Attenzione però a non confondere le due cose. Avere un codice non vuol dire avere

automaticamente l’esenzione dal ticket o un percorso di cura garantito: oggi il lipedema non è

ancora tra le malattie esentate. Ma il codice è un primo passo importante, perché una malattia

senza un nome nei registri non si può contare, e quello che non si conta difficilmente si riesce a

curare. Da qui si parte: diagnosi più precoci, medici più preparati e, in prospettiva, tutele concrete

per chi convive con questa condizione.

Il percorso è multidisciplinare. Non esiste una terapia che elimini la causa: l’obiettivo è controllare

i sintomi e rallentarne la progressione. Terapia conservativa (compressione su misura, drenaggio

linfatico manuale, esercizio fisico mirato), chirurgia in casi selezionati, supporto psicologico e un

approccio riabilitativo e nutrizionale costruito sulla persona. Nessun singolo intervento basta.

Un supporto al benessere quotidiano. Dall’interno: Timob. In questo percorso, un integratore

alimentare può affiancarsi come supporto al benessere quotidiano. Timob, formulato

con Prodrenase Plus ®, è un complesso di estratti glicerici di tarassaco, ippocastano, meliloto e

orthosiphon, arricchito con bromelina 5000 GDU/g.

La forma liquida in pratici stick lo rende semplice da inserire nella routine quotidiana, e l’estratto

glicerico preserva le proprietà della pianta per un prodotto stabile e ben tollerato.

Grazie alla sinergia dei suoi componenti, Timob favorisce il drenaggio, sostiene il microcircolo e

promuove l’effetto lipolitico. La bromelina è nota per le proprietà antiedemigene, profibrinolitiche

e antinfiammatorie; l’escina dell’ippocastano riduce la permeabilità dei capillari, facilitando il

drenaggio linfatico. Completano il profilo l’acido caffeico di tarassaco e orthosiphon, che migliora il

metabolismo dei grassi con effetti lipolitici, e i tannini di tarassaco, ippocastano e meliloto, che

agiscono da flebotonici, riducendo la sensazione di pesantezza. Infine, la cumarina del meliloto

favorisce la proteolisi.

Nel suo insieme, questa formulazione si propone come un valido coadiuvante, ideale da integrare

in un percorso multidisciplinare su indicazione del medico.

Dall’esterno, Demalipe. Una microemulsione pensata per accompagnare il massaggio contro gli

accumuli adiposi e gli inestetismi della cellulite. La microemulsione è un sistema fluido in cui le

goccioline di attivi hanno dimensioni nanometriche, e questo si traduce in due vantaggi concreti:

resta stabile nel tempo e penetra meglio attraverso la pelle, con assorbimento rapido e senza residui

untuosi. Il risultato, giorno dopo giorno, è una pelle più tonica, con un effetto elasticizzante e

compattante. Texture leggera, applicazione piacevole: il massaggio diventa un gesto semplice da

ripetere, mattino e sera, fino a completo assorbimento. E in percorsi come questo è la costanza la

variabile che conta davvero

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