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LA MALATTIA VENOSA CRONICA

La malattia venosa cronica (MVC) è un disturbo che colpisce la circolazione venosa del nostro organismo. Si presenta come un’alterazione della circolazione degli arti inferiori dovuta principalmente ad un difetto della chiusura delle valvole delle vene che non riescono ad impedire che il sangue ritorni verso il basso (verso i piedi) quando si è in posizione eretta, invece di essere spinto regolarmente verso il cuore (la circolazione venosa va, infatti, a differenza di quella arteriosa, dal basso verso l’alto). Per aiutare il flusso del sangue verso l’alto ed evitare il ritorno in basso (chiamato reflusso), le vene hanno una serie di valvole che si aprono quando il sangue è spinto in alto e si chiudono quando inizia a ricadere in basso. Se le valvole sono difettose il sangue fa più fatica a risalire verso il cuore e tende a ristagnare nelle gambe.

In genere sono le donne a soffrirne di più, soprattutto in particolari periodi della propria vita come la gravidanza, o per l’uso di farmaci come la pillola anticoncezionale. Ma non sono rari i casi in cui anche gli uomini ne soffrono.

La malattia venosa cronica è molto più frequente in Europa e nel Nord America (fino al 40% della popolazione adulta ne è colpita). Tra i fattori di rischio più comuni vi sono la sedentarietà, l’ortostatismo prolungato (stare in piedi per tante ore), l’essere in sovrappeso, le gravidanze, i lavori pesanti che comportino una prolungata stazione eretta oppure la prolungata stazione seduta, l’aumento di peso, disturbi ormonali, trombi a carico delle vene profonde, compromissione generale dei vasi, deficienza della pompa muscolare, ereditarietà.

 

La malattia venosa cronica causa un aumento della pressione all’interno delle vene con ulteriore peggioramento del funzionamento delle valvole e fuoriuscita di liquidi dalle vene ai tessuti delle gambe, in particolare nella zona della caviglia. Il ristagno di sangue e liquidi nelle caviglie causa cattiva ossigenazione e sofferenza della pelle che diventa sottile e fragile, con macchie dovute a piccole rotture di capillari. Ciò determina senso di pesantezza, gonfiore e talora anche ulcere alle gambe, specie nella zona attorno alla caviglia. A ciò può associarsi la presenza di dilatazione delle vene superficiali delle gambe che, se diventano grosse e tortuose, prendono il nome di vene varicose. Tra gli altri sintomi si possono annoverare: teleangectasie (dilatazione varicosa dei vasi sanguigni e si presentano caratteristicamente come fini striature, ramificate o reticolate, lineari o sinuose, di colorito rosso o bluastro), geloni e fragilità capillare.

Nei casi più gravi la malattia venosa cronica si manifesta con flebiti o varicoflebiti, tromboflebiti, ulcere varicose.