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TENDINI

 

I tendini sono indispensabili al movimento: sono infatti le strutture che, collegando muscoli e ossa, fanno sì che l’attività del muscolo si trasmetta all’apparato scheletrico. Si tratta di strutture fibrose molto robuste, situate tra ossa e muscoli attraverso due giunzioni, rispettivamente quella osteo-tendinea (entesi), e quella muscolo-tendinea.

Ogni volta che il muscolo si contrae, scarica la sua attività sul tendine, che a sua volta la trasmette, distribuendola e graduandone le sollecitazioni, al segmento osseo relativo. Quindi sul tendine pesa tutta la forza generata dal muscolo, per questo è necessario che la struttura sia dotata di caratteristiche di robustezza e resistenza. Per preservare l’integrità dei tendini, durante il movimento dei segmenti ossei dettato dai muscoli, il corpo umano dispone di particolari tessuti molli, le guaina tendinea, che li rivestono lungo il loro decorso. Le guaine hanno dunque una funzione protettiva impedendo lo sfregamento ed il conseguente deterioramento nel corso del tempo, del tendine sulle superfici ossee, dovuto all’attrito tra i due corpi. Oltre alla protezione, le guaine assicurano un incremento della performance muscolare poiché migliorano la capacità di scivolamento dei tendini. Oltre alle patologie del tendine, che verranno accennate di seguito, le stesse guaine tendinee, trattandosi di membrane sinoviali a tutti gli effetti, possono andare incontro a flogosi che comprometteranno il corretto svolgimento delle attività muscolari.

La natura connettivale fibrosa dei tendini permette di classificarli all’interno dei tessuti molli non contrattili. Trattandosi di tessuto connettivo sarà costituito da matrice extracellulare e fibre. I tendini sono specializzati nel resistere alle forze di trazione e in particolar modo alla tensione generate dall’azione muscolare. Questa specializzazione influisce in maniera marcata nella composizione del tessuto. Il collagene di tipo I (unione di molecole di tropocollagene e fase finale della maturazione del collagene di tipo III) andrà a ricoprire la quasi totalità delle fibre del tessuto che si disporranno parallelamente tra loro per aumentare la resistenza ai carichi di tensione; una disposizione casuale delle fibre ridurrebbe questa qualità.

Il punto debole dei tendini è semmai la capacità di rigenerazione: se in condizioni normali è molto difficile che accusino problemi, una volta che lesioni o microlesioni si sono verificate, a causa di sforzi eccessivi e ripetuti, le sue cellule hanno bisogno di tempi molto lunghi, più lunghi ad esempio rispetto a quelle dei muscoli, per riparare i danni.

 

PATOLOGIE TENDINEE

 

I tendini e le parti adiacenti possono soffrire di varie patologie, che vengono indicate con una terminologia medica specifica. Se per tendinopatia si intende una condizione clinica generica che riguarda tendini e zone immediatamente limitrofe, la tendinite invece è specificamente un processo infiammatorio, che viene definito anche più correttamente peritendinite perché in effetti riguarda il peritenonio. Il peritenonio è un complesso di guaine connettive che avvolge il tendine e i suoi fasci costitutivi. Se ad essere infiammata invece è la guaina sinoviale che riveste il tendine, allora si parla di tenosinovite o tenovaginite, che di solito si presenta contemporaneamente alla tendinite.

La tenoperiostite, o tendinopatia inserzionale, è l’infiammazione della giunzione tra tendine e osso. Per finire, la tendinosi è una patologia che colpisce soprattutto gli anziani e coloro che continuano a sottoporre a sforzi eccessivi tendini la cui funzionalità sia già compromessa: si tratta di un processo degenerativo cronico del tessuto, che a lungo andare diventa più fragile e perde tonicità.