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L’osteoporosi si definisce come “una malattia sistemica dello scheletro, caratterizzata da ridotta massa minerale e deterioramento microstrutturale del tessuto osseo, con conseguente aumento della fragilità dell’osso e maggior rischio di fratture”. Con l’avanzare dell’età una lenta perdita di minerali dall’osso fa parte delle numerose modificazioni che il nostro organismo subisce con l’invecchiamento. Se questa perdita è eccessiva, e la massa ossea scende al di sotto di determinati livelli, si può incorrere nell’osteoporosi.

È una malattia generalmente asintomatica (solo in alcuni casi può accompagnarsi a dolore osseo, spesso erroneamente associato all’artrosi) e se ne manifestano direttamente gli effetti con le tipiche fratture “da fragilità ossea” dell’anziano: fratture di polso, coste, vertebre o femore a seguito di traumi anche molto lievi e banali.

L’osteoporosi colpisce soprattutto le donne: 1 donna su 4 contro 1 uomo su 10. Le donne, infatti, hanno una massa ossea minore rispetto agli uomini ed a ciò si aggiungono gli effetti della menopausa (tanto più se precoce o chirurgica) e la maggior durata della vita.

Si calcola che, nel mondo, circa 200 milioni di persone siano attualmente affette da osteoporosi. Solo in Europa, USA e Giappone, l’osteoporosi colpisce più di 75 milioni di persone. La tendenza all’allungamento della vita media e all’invecchiamento delle popolazioni, in mancanza di seri interventi di prevenzione, determinerà nei prossimi decenni un significativo aumento dei casi. Attualmente, ogni anno, in Europa e USA, si verificano più di 2.3 milioni di fratture da osteoporosi. Nel 1990, nel mondo, le fratture di femore sono state stimate a 1,6 milioni; per il 2050 se ne attendono 6,3 milioni.1

1 Fonte: Lega Italiana Osteoporosi

Il rischio. Il rischio di incorrere nell’osteoporosi è il risultato della combinazione di tre fattori:

– il valore del “picco di massa ossea”, il capitale osseo raggiunto intorno ai 25-30 anni

– la velocità con cui procede la perdita di massa ossea, che inevitabilmente inizia fra i 40 e i 50 anni

– la durata di questa perdita, che ovviamente dipende dalla longevità dell’individuo, e che nelle donne è tanto più lunga quanto più la menopausa è precoce

Più alto è il valore del picco di massa ossea, più in avanti l’inizio del processo di perdita e più bassa la velocità di quest’ultimo, minore è il rischio di incorrere nell’osteoporosi e nelle problematiche ad essa correlate. Un corretto programma di prevenzione – basato su una dieta corretta e su una regolare attività fisica – può modificare sensibilmente i primi due fattori, e quindi ridurre significativamente i rischi di fratture ossee da osteoporosi.